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Orfani Bianchi di Antonio Manzini ti fa galleggiare nel dolore per tutte le sue 256 pagine; è il dolore di Mirta venuta in Italia dove accudisce anziani o pulisce scale di condomini romani, e di suo figlio, lasciato in un istituto nel suo paese come tanti altri bambini (gli orfani bianchi) perché proprio non c’è altro modo, e anche degli anziani sofferenti, malati, più o meno abbandonati. Storie che in parte incontri sbirciando le email di Mirta - piene di amore, di speranza, di dubbi - all’amica, al figlio, al prete del suo paese.
Un libro duro, affatto consolatorio, dove Ciasullo, forse il personaggio più crudo, antipatico e opportunista del romanzo, sembra essere, alla fine, quello che più ti somiglia, drammaticamente.

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Giovedì, 12 Gennaio, 2017
Ritratto di sanzio
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