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Lo scorso anno ci sarebbe stato un boom di vendite per gli eReader. Abbiamo letto che il Kobo è andato esaurito, attorno al Natale, in molte librerie Mondadori, mentre gli Amazon-manager (pur sempre riservatissimi sui veri valori del business aziendale) comunicavano trionfali successi per Kindle. Probabilmente contenti erano anche in Sony, e tutti gli altri, per vendite "oltre ad ogni più rosea aspettativa" (ma qual'era?).

E' quindi ragionevole aspettarsi una crescita esponenziale dei lettori di eBook che spero possa essere documentata dalle rilevazioni Istat e Nielsen.

 

Probabilmente più per ragioni anagrafiche che altro, non mi sono convertito alla lettura digitale (a parte i quotidiani on-line), ma nemmeno sento gli eBook antagonisti alla lettura tradizionale e una minaccia ai libri di carta. Al contrario, ne percepisco il potenziale, per esempio, in termini di risparmio (per chi fa acquisti compulsivi) o di minor spreco di risorse (meno carta buttata per la vanity press) o per certe "comodità" di utilizzo (tanti libri in poco peso).

Quest'ultimo è stato, peraltro, un punto di forza per il marketing degli eReader. Abbiamo sentito tutti slogan del tipo: "...e ti porti in vacanza 1000 libri...".

Ed ecco il punto: io sono in vacanza e non vedo eReader in giro.

 

Il mio tempo libero, quando la stagione lo consente e fino alla fine dell'estate, lo passo volentieri sulle spiagge, con un libro e l'immancabile ombrellone. E anche qui coltivo l'innocente "vizietto" (non mi riesce trattenermi) di sbirciare le copertine dei libri letti dagli altri lettori (che in spiaggia non sono poi mica tanti, purtroppo), curiosando e valutando le altrui scelte.

Complice una professione che confina con la passione, senza nessuna presunzione statistica, osservo la quantità di titoli da top ten, la presenza di formati tascabili o meno, la suggestione possibile per "classici" da riscoprire. Curiosità, niente di più.

L'anno scorso (2012), per la prima volta, ho incrociato in spiaggia alcuni sparuti lettori dotati di eReader ma non ho idea - mannaggia! - di cosa stessero leggendo, non essendoci copertine da sbirciare.

 

Mi sarei aspettato, quest'anno, data la premessa, di vedermi circondato da lettori ben più tecnologici di me.. ma così non è stato. Fino ad oggi - lo giuro - non ho visto nemmeno un eReader in mano a lettori in vacanza! Libri di carta sì, a decine (ma sempre troppo pochi) e non solo italiani, naturalmente.

 

Nei giorni scorsi, in coda per salire sulla nave che da Livorno ci avrebbe portato verso le magnifiche spiagge e le stupende baie della Sardegna, c'erano auto con diverse targhe europee, oltre che italiane. Erano di francesi, di belgi, di olandesi, di tedeschi, qualche scandinavo. Sulla nave si sentivano idiomi diversi, compreso il russo. Se viaggi di giorno, e hai circa sette ore di tempo da riempire, anche per gli stranieri (soprattutto per loro) la lettura è un'ottima soluzione. Quindi oltre ai libri italiani le cui copertine, bene o male, conosco ne ho visti tanti di case editrici straniere ma, anche qui, neanche un eReader! Ma non sono forse i nord-europei più avanti di noi nell'approccio alle nuove tecnologie?

 

Ovviamente c'erano diversi tablet utilizzati, e innumerevoli smartphone, ed è possibile che alcuni passeggeri - vocati al sacrificio, direi - stessero leggendo degli eBook con quei dispositivi. Onestamente questo non lo so perché, nonostante la mia curiosità, non mi sono spinto a violare così sfacciatamente l'altrui privacy. Stesso scenario per il viaggio di ritorno: quasi incredibile.

L'ho premesso e lo so che questa mia esperienza, dal punto di vista statistico vale zero, ma insomma, io non mi spiego questa totale assenza di eReader proprio in vacanza, cioè in un privilegiato e naturale campo di impiego, secondo il marketing del settore.

 

Ma tutta la verità non l'ho detta.. questa estate almeno due eReader li ho visti, non in spiaggia però, ma ad una presentazione di "In territorio nemico"(Minimumfax), un interessante progetto di scrittura a più mani di SIC (Scrittura Industriale Collettiva). I due presentatori si sono serviti dei rispettivi eReader per leggere brani dal libro (!). Uno di questi (che è un blogger che usa come pseudonimo una lettera dell'alfabeto) si è anche vantato di come quella scelta provasse inequivocabilmente quanto quel progetto editoriale fosse "all'avanguardia". Senza rendersi conto, forse per guardare troppo al proprio ombelico, di quanto la platea, il pubblico, in quel contesto, avesse necessità di incontrare la "fisicità" di quel romanzo, copertina, pagine, volume... roba per l'asilo-nido dei comunicatori.

 

(Per la cronaca, sulla nave ho letto "Sul lungomai di Livorno" di Simone Lenzi, all'andata e, tornando, "A chi vuoi bene" di Lisa Gardner (Marcos y Marcos) straordinariamente avvincente!)

Ritratto di sanzio
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